Protesi dentale

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Protesi dentale: cos’è?

La protesi dentale puo’ essere di due tipologie:

  • fissa,  quella che non può essere rimossa autonomamente dalla bocca del paziente.
  • rimovibile, quella che può essere rimossa autonomamente dalla bocca del paziente. In questo secondo caso la protesi può essere parziale se il paziente ha ancora dentatura residua, o totale se il paziente non ha alcuna dentatura residua.

Protesi dentale: come si procede?

Quando si procede ad un piano di trattamento protesico l’odontoiatra rileva le impronte delle arcate del paziente ed il loro relativo rapporto. Il materiale acquisito viene inviato all’odontotecnico che, in base alla prescrizione fornita, realizza il provvisorio, una tipologia di protesi temporanea, che accompagna il paziente  fino alla consegna della protesi definitiva.

La protesi temporanea, realizzata in resina acrilica, ha lo scopo di:

  • offrire al paziente confort funzionale ed estetico per tutto il periodo della terapia.
  • proteggere il dente limato che potrebbe cariarsi e che, se vitale, ha un’aumentata sensibilità termica
  • mantenere stabile la posizione dei denti preparati. E’ una buona prova della protesi definitiva.

La protesi dentale provvisoria  viene costruita con un struttura di rinforzo, in metallo o in fibra di vetro, quando si prevede che rimanga in bocca per una durata di alcuni mesi;  questo tipo di protesi provvisoria prende il nome di provvisorio armato.
Per piani di trattamento complessi inoltre può essere necessario più di un provvisorio prima di consegnare la protesi definitiva.

Protesi dentale: qual’è lo scopo del provvisorio?

Il  provvisorio quindi consente di valutare la risposta del paziente alla terapia e rappresenta anche una pre-visualizzazione del risultato estetico finale ancora modificabile, tenendo conto delle necessità cliniche e delle esigenze del paziente.

 

Protesi dentale: durata e igiene

Quando viene progettata una protesi dentale l’odontoiatra analizza la longevità degli elementi dentari e tutti i fattori di rischio.

La durata di una protesi correttamente eseguita è quasi sempre legata alla sopravvivenza dei pilastri che la sostengono, siano essi denti naturali o impianti, alla resistenza strutturale dei materiali utilizzati e al mantenimento igienico domiciliare associato a periodiche visite di controllo.

Quali problemi possono crearsi dopo un trattamento protesico? Secondo la letteratura scientifica, le probabilità di sopravvivenza protesica a 10 anni si attestano fra l’80 e il 90%, anche se possono presentarsi alcune complicazioni che riducono la durata o sopravvivenza della protesi:

  • carie
  • fratture dei denti
  • malattie parodontali o perimplantare
  • impianti che si svitano o si rompono

E’ molto importante mantenere un alto livello di igiene orale domiciliare ed elevata frequenza nelle visite di controllo.

La corretta pulizia delle zone interessate da protesi prevede l’utilizzo non solo dello spazzolino e del filo interdentale, ma anche di fili speciali che siano in grado di pulire le parti protesiche che appoggiano direttamente sulla gengiva e di scovolini necessari per pulire gli spazi interdentali più ampi.